Scicli
<< Scicli sorge all'incrocio di tre valloni, con case da ogni parte su per i dirupi, una grande piazza in basso a cavallo di una fiumara, e antichi fabbricati ecclesiastici che coronano in più punti, come acropoli barocche, il semicerchio delle altitudini.
E' a pochi chilometri da Modica, nell'estremità sud-orientale dell'isola: e chi vi arriva dall'interno se la trova d'un tratto ai piedi, festosa di tetti ammucchiati,di gazze ladre, di scampanii; mentre chi vi arriva venendo dal non lontano litorale la scorge che si annida con diecimila finestre nere in seno a tutta l'altezza della montagna, tra fili serpeggianti di fumo e qua e là il bagliore d'un vetro aperto o chiuso e di colpo, contro il sole
>>. L'antica Siclis, che prese il nome dai Siculi, così viene descritta dal grande Elio Vittorini, che aggiunse:

<< Forse la più bella di tutte le città del mondo. E la gente è contenta nelle città che sono belle >>.

 

 

Scicli è a due passi da Donnalucata. 

A 7 km si raggiunge il centro storico di questo gioiello barocco e i suoi siti Unesco Palazzo Beneventano, Via Mormino Penna, Chiesa di Santa Teresa, Chiesa di San Giovanni Evangelista, Chiesa di San Michele Arcangelo.

Via Mormino Penna è una delle più belle strade della Sicilia. una sequenza di chiese e di palazzi barocchi che si aprono come quinte teatrali. Alle spalle, su una rocca, la chiesa di San Matteo, l'antica chiesa Madre di Scicli.

Situato sulla parte meridionale del colle di San Matteo si sviluppa Chiafura, uno dei quartieri più antichi della città di Scicli, con le sue centinaia di bocche nere.

Quartiere abitatissimo fino agli anni '50, ha origini remote. Si pensa infatti che abitazioni sparse risalgano addirittura al periodo neolitico anche se è stato scoperto che la maggior parte di esse appartenga all'età bizantina.
In seguito all'insicurezza causata dal crollo dell'impero romano, le popolazioni cominciarono a salire verso la rocca fortificata, già sorta sul colle di San Matteo.
La maggior parte delle abitazioni è collocata sul versante meno ripido, quello meridionale: qui sfruttando la grande abilità nel cavare la pietra, si creerà il primo nucleo di case in grotta sotto la roccaforte della città.
A seguito del terremoto del 1693 il castello fu distrutto. Nel 1874 la Matrice fu trasferita nella Chiesa di Sant'Ignazio nella città nuova e ciò decretò la fine e il definitivo abbandono del colle, anche se diverse migliaia di persone continuarono a scavare le proprie semplici abitazioni e a ricavarvi all'interno, gli spazi e gli arredi che servivano per la vita di tutti i giorni. Nel XIX secolo, la fine del problema delle incursioni causate dalla seconda guerra mondiale e l'aumento demografico provocarono la progressiva espansione verso il fondovalle.
La parte occidentale, dominata dal "Castiddazzu", è caratterizzata da terrazze lungo tutta la sua altezza.
La maggior parte delle grotte è costituita da uno o due vani quadrangolari, di circa 4 o 5 metri di lato; alcune di esse sono scavate in pareti che si affacciano direttamente sulla strada; altre si raccordano alla strada tramite un cortile antistante. Parte di queste abitazioni sono dislocate su due piani, collegati attraverso scale interne, anch'esse scavate nella roccia.
Nel corso degli ultimi due secoli si è verificato un allargamento delle abitazioni tramite l'integrazione delle grotte con strutture costruite in muratura. Le aree più larghe, nei vari terrazzamenti, dovettero costituire lo spazio comunitario, l'agorà dell'abitato, il centro deputato alla vita pubblica. 

Scarica le guide realizzate dal Comune di Scicli: 

RESIDENCE SOLEMARE

 

Via Patrasso, snc 

97018 Donnalucata - Scicli (Ragusa)

Coordinate GPS:  

36.768526 | 14.63289